Brescia cantiere globale delle nocività

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Avanzamento dell'istruttoria di bonifica

La legge n. 179 del 31 luglio 2002 ha inserito il sito “Brescia Caffaro (aree industriali e relative discariche)” tra quelli di interesse nazionale. Il Dm del 24 febbraio 2003 ne ha stabilito la perimetrazione, sulla base delle indagini effettuate dall'Arpa. La perimetrazione del sito, per quanto riguarda le acque superficiali (rogge) e profonde (falda) corrisponde più o meno all'area di circa 15 km 2 del sito, cioè la porzione sud-ovest della città di Brescia. Per quanto riguarda i terreni, per ora, si limita all'area immediatamente a sud della Caffaro fino alla ferrovia per Milano (oltre all'ex comparto metalmeccanico destinato a nuova urbanizzazione, denominato “Comparto Milano”), cioè a quella indagata dall'Arpa nella prima fase, riservando un ampliamento del perimetro dopo nuove indagini.

Per quanto riguarda la caratterizzazione delle aree esterne al sito Caffaro sono noti diversi dati delle analisi fatte dall'Arpa e dalla Asl.

L'Arpa ha effettuato due indagini con metodologie di campionamento diverse nel febbraio 2002 e nell'ottobre 2002. Le indagini hanno riguardato la falda, le acque superficiali ed i terreni.

La falda è risultata contaminata da solventi organoclorurati, e in parte da mercurio, per l'intera estensione del sito (per i Pcb, in mancanza di prospezioni piezometriche, non si hanno dati se non per la falda sottostante la Caffaro dove le prospezioni effettuate hanno rilevato un'importante contaminazione).

Molto contaminate sono le rogge i cui sedimenti presentano concentrazioni rilevanti di Pcb, variabili da poche unità a diverse migliaia di μ/Kg di Pcb (addirittura 177mila, immediatamente all'esterno della Caffaro) nei punti sottoposti ad indagine, in quasi ogni caso oltre il valore indicato dal Dm 471/99, a cui va aggiunta anche una contaminazione da mercurio.

Per quanto riguarda i terreni, oltre alla conferma della contaminazione da Pcb (fino a 7,8 mg/kg), è emersa la contaminazione da diossine e furani. Dei 69 campioni di suolo in cui sono state misurate le diossine, ben 56, pari all'81%, hanno registrato una concentrazione superiore al valore limite di 10 ng/K. Di questi in 21 campioni la concentrazione di diossine è superiore a 100 ng/kg, 3 superano addirittura i 1.000 ng/kg e 1 campione raggiunge i 3.322 ng/kg.

Praticamente quasi tutta la zona (più di 1 milione di m 2 ) risulta a diversi gradi contaminata da diossine. I preoccupanti risultati delle indagini dell'Arpa sono state confermate da quelle dell'Asl sui vegetali e sugli alimenti di origine animale provenienti dal sito (risultati contaminati da Pcb, ma anche da diossine, negli unici campioni di latte in cui sono state ricercate), dalle analisi sul sangue già citate, nonché da una valutazione di rischio che ha individuato per tutta la zona un rischio non accettabile per la popolazione dovuto ai Pcb e ancor più alle diossine.

Dopo ripetute insistenze, ma anche su esplicita sollecitazione del ministero dell'Ambiente, nel settembre 2004 l'Arpa ha finalmente avviato un'indagine nel primo dei sei lotti che coprono l'intero territorio del Comune di Brescia a sud della Caffaro, quello del quartiere di Chiesanuova.

E anche in questa zona l'inquinamento è pressoché analogo a quello riscontrato due anni prima nell'area più vicina all'epicentro. Dei 105 campioni sottoposti ad analisi sul Pcb, solo 4 presentano una concentrazione inferiore ai limiti di legge (1 _g/kg), 2 campioni tra 1 e 10 _g/kg, 63 tra 10 e 100 _g/kg, 31 tra 100 e 1.000 _g/kg e 5 oltre i 1.000 _g/kg, fino ad un massimo di 2.600 _g/kg.

Per quanto riguarda il mercurio, la metà dei campioni supera il limite di legge (1 mg/kg). Di questi, 25 campioni hanno concentrazioni tra 1,1 e 2 mg/kg, 16 tra 2 e 3 mg/kg, 8 tra 3 e 5 mg/kg e 4 campioni superano i 5 mg/kg, fino ad un massimo di 9 mg/kg.

Le diossine inizialmente erano state ricercate solo in 11 campioni, risultati tutti inquinati oltre i limiti di legge (10 ng/kg). Successivamente le indagini sono state estese a tutti i campioni: dei 105 campioni prelevati 94 sono risultati al di sopra dei limiti. Di questi, 51 campioni avevano concentrazioni tra i 10 e i 50 ng/kg, 26 tra i 50 e i 100 ng/kg, 13 tra i 100 e i 200 ng/kg e 4 oltre i 200, fino ad un massimo di 482 ng/kg.

In seguito alla comunicazione dei risultati da parte dell'Arpa ed alla valutazione dell'Asl sulla base dell'analisi di rischio predisposta dal Comitato tecnico scientifico insediato dalla Regione Lombardia nel settembre 2001, il sindaco di Brescia, il 3 maggio 2004, ha emesso un'ordinanza di interdizione dell'uso dei suoli per i 6.800 abitanti di Chiesanuova, analoga a quella predisposta per il quartiere Primo Maggio, il primo sottoposto ad indagine. E' purtroppo facile prevedere che con il completamento delle indagini programmate dall'Arpa, altri 10mila abitanti o forse più potranno essere toccati in futuro da analoghi provvedimenti restrittivi e che di conseguenza dovrà essere notevolmente ampliata in sede ministeriale l'attuale perimetrazione del sito. Ipotesi che sembrerebbe confermata dai primi dati di alcuni campionamenti effettuati in queste nuove aree.

La Asl e l'Arpa di Brescia hanno finalmente caratterizzato anche la zona più a sud, in particolare i terreni lungo i fossi che hanno trascinato la contaminazione, fino oltre i confini meridionali del Comune di Brescia.

Le indagini della Asl, effettuate nell'autunno 2004, ad aprile 2005 non erano state ancora pubblicate, come non sono stati resi noti i risultati dell'indagine epidemiologica sui tumori nella cittadinanza. Ciò che si sa, attraverso il verbale della Conferenza dei servizi del 31 gennaio 2005, è che «sono stati eseguiti campioni di alimenti di origine animale e vegetale ove sono stati effettuati i campionamenti dell'ARPA. Tali campioni evidenziano un interessamento nelle matrici alimentari correlabile all'inquinamento dei terreni. Inoltre si nota un andamento decrescente procedendo da nord verso sud nell'inquinamento».I risultati dell'Arpa, invece, sono stati resi noti alla fine del 2004. Si tratta di una indagine preliminare in cui si sono effettuati 26 campionamenti di terreno fino al punto in cui le rogge contaminate entrano nel fiume Mella, oltre i confini meridionali del comune di Brescia, nel comune di Castelmella a circa 6,5 km di distanza dall'epicentro dell'inquinamento.

Dei 26 campioni analizzati, nessuno presenta una concentrazione di Pcb inferiore ai limiti di legge (1 _g/kg), 1 campione è tra 1 e 10 _g/kg, 10 tra 10 e 100 _g/kg, 13 tra 100 e 1.000 _g/kg e 2 campioni oltre i 1.000 _g/kg, fino ad un massimo di 2.211 _g/kg.

Per quanto riguarda le diossine, solo 6 dei 26 campioni sono risultati al di sotto dei limiti (10 ng/kg): 11 campioni sono tra i 10 e i 50 ng/kg, 6 tra i 50 e i 100ng/kg e 3 tra i 100 e i 200 ng/kg fino ad un massimo di 164 _g/kg. E' stata rilevata, inoltre, un'importante contaminazione anche da metalli, in particolare rame, piombo, zinco, cadmio e mercurio.

Da notare che è risultata molto contaminata la zona della Noce a circa 3,5 km dalla Caffaro (Pcb fino a 677 _g/kg e diossine fino a 164 ng/kg), la zona di Fornaci ad oltre 5 km (Pcb fino a 2.311 _g/kg e diossine fino a 119 ng/kg) ed infine nel comune di Castelmella a 6,5 km di distanza, la zona ad est del fiume Mella (PCB fino a 302 _g/kg e diossine fino a 37,4 ng/kg).

A completare il quadro dei dati sull'inquinamento del sito vi sono i risultati del Piano di caratterizzazione di suolo, sottosuolo e falde dell'interno della Caffaro, nonché del sito ex metalmeccanico (“Comparto Milano”). Mentre in quest'ultimo le concentrazioni degli inquinanti (Pcb, diossine e metalli pesanti) presentano valori analoghi a quelli riscontrati nell'intera zona all'esterno della Caffaro, il Piano di caratterizzazione dell'interno della Caffaro, che ricordiamo si trova oggi “immersa” nella città in una zona densamente abitata, presenta quantità e qualità

di inquinamento di dimensioni eccezionali: le principali sostanze in gioco sono arsenico, mercurio, rame, Pcb, Ddt, tri e tetraclorobenzene, diossine, presenti oltre i limiti per i siti industriali, in certi casi fino a 25-30 metri di profondità. Solo per dare un'idea delle concentrazioni, sotto il reparto di produzione dei Pcb (prelievo C26C) per un metro di profondità (da –0,5m a –1,5m) le concentrazioni di Pcb sono pari a 69mila mg/kg di terreno, mentre sotto la vasca di trattamento delle acque, dove scorreva lo scarico e quindi indicativo del mix di inquinanti immessi

in ambiente e provenienti dall'azienda, tra –2 m e –3m, le diossine in tossicità equivalente sono presenti con una concentrazione pari a 325mila ng/kg (a Seveso nella zona A si raggiunse la massima concentrazione di 48.890 ng/kg, e non per metri, ma per pochi centimetri di profondità). Anche la falda sottostante la Caffaro risulta inquinata grosso modo dalle stesse sostanze, con un'importante presenza di tetracloruro di carbonio (oltre 5mila volte i limiti) e, in particolare in un pozzo,anche da Pcb.

In questo contesto il ministero ha definito in sede di conferenza dei servizi alcune linee prioritarie di intervento, a partire dalla messa in sicurezza del sito interno alla Caffaro, con particolare riguardo alla falda, e alla caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle rogge, aspetti di cui si sta occupando la Caffaro stessa,su richiesta delle autorità competenti.

Nel frattempo dovrebbe iniziare l'opera di bonifica del “Comparto Milano” ex metalmeccanico (il 29 aprile 2004 è stato pubblicato il decreto interministeriale di questo intervento), dove la contaminazione è prevalentemente da metalli pesanti ed in parte da Pcb e diossine (quest'ultima in misura però inferiore a quella riscontrata nell'estesa area agricola e residenziale a sud della Caffaro, con un massimo riscontrato nel sito Bisider di 2.180 μg/kg per i PCB e di 120 ng/kg per le diossine): si tratta di 250mila m 2 da cui dovrebbero essere asportati circa 125mila m 3 di terreno (almeno un mezzo metro superficiale), destinato prevalentemente a discarica di diversa tipologia in relazione alle concentrazioni degli inquinanti e, forse, in parte anche incenerito. Questa operazione, del costo stimato di 6 milioni di euro, è a carico dell'immobiliare che sta gestendo la conversione urbanistica delle aree industriali dismesse.

E' stato approvato anche il progetto definitivo di bonifica dell'area ex Pietra.Più complesso ed oneroso è il tema della bonifica dei terreni all'esterno, per la loro estensione e le caratteristiche del sito, densamente urbanizzato. Su questo tema, si è tenuto un convegno internazionale il 2-3 aprile 2004, promosso dal Comune di Brescia e dalla Società Terra, consulente del Comune.

Per i terreni agricoli, fino ad ora 120 ha (completate le indagini a sud potrebbero diventare molto di più), è stato ipotizzato un intervento di messa in sicurezza,l'interdizione sine die della coltivazione e la trasformazione in bosco di specie arboree autoctone con permanente monitoraggio ambientale.

Per i parchi pubblici, gli orti e giardini privati non è stato esplicitamente avanzata un'ipotesi, ma potrebbe essere adottato il sistema che si sta avviando nel“Comparto Milano”. L'ipotesi prospettata di bioremediation e phitoremediation non sembra efficace: la sperimentazione effettuata non ha portato a risultati certi, anche perché, rispetto alla tipologia della contaminazione (soprattutto diossine e Pcb ad alta clorurazione), i microrganismi sembrano capaci di degradare parzialmente solo i Pcb a bassa clorurazione.E' assolutamente inaccettabile infine il progetto di messa in sicurezza permanente presentato per la discarica nel comune di Castegnato. Il terreno della discarica è stato acquistato dal Comune stesso che ha richiesto il finanziamento per un'area industriale Pip subito a ridosso del sito inquinato, che verrebbe “bonificato” con un semplice intervento di copertura, senza neppure aver indagato a fondo l'area.

La Caffaro è tutt'ora attiva per un quarto dei vecchi impianti, ed ora produce essenzialmente clorito di sodio, ipoclorito di sodio, clorato di sodio cloruro di calcio e clotralonil, impiegando poco più di 100 addetti rispetto ai 700 circa del periodo di massima espansione.

“_g”=microgrammo, corrisponde ad un milionesimo di grammo

Bioremeditatin e phitoremeditation: sistema di smaltimento dei PCB attraverso dei batteri in grado di degradarlo.

Area industriale p.i.p: piano degli insediamenti produttivi che interviene su aree destinate dal Piano Regolatore Generale vigente a zone per la realizzazione di sedi produttive per aziende industriali,nonché permette la creazione delle attrezzature sociali di servizio all'attività produttiva

 

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